Artvin (Turchia) – Importante scoperta archeologica nella provincia turca di Artvin, dove un team di ricercatori ha individuato la presunta tomba del re georgiano Ashot Kuropalate, noto anche come Ashot il Grande.
Gli scavi, condotti all’interno della fortezza di Gevhernik, hanno inoltre portato alla luce diversi reperti: oggetti funerari, monete, un bacino idrico e frammenti di ceramica.
Secondo quanto riferito dai media turchi, il gruppo di archeologi guidato dal professor Osman Aytekin ha lavorato quest’anno nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, situata all’interno della fortezza, e nelle aree circostanti.
In un’intervista all’agenzia di stampa Anadolu, Aytekin ha spiegato che gli scavi proseguiranno per almeno cinque anni. Ha ricordato che la fortezza, costruita nel V secolo e ricostruita nel IX secolo dal sovrano bagratide Ashot il Grande, rappresentava uno dei centri più importanti della regione. Le ricerche hanno inoltre rivelato che la classe dirigente viveva all’interno della cittadella, mentre mercanti e famiglie benestanti abitavano nella città fortificata adiacente, dove si trovavano anche un mausoleo, bagni pubblici, una chiesa e una fontana.
Il portale specializzato Arkeolojikhaber sottolinea che i reperti di epoca medievale rinvenuti a Gevhernik confermano l’importanza strategica della fortezza, un tempo centro militare e amministrativo di rilievo.
Tra i ritrovamenti più significativi figura la camera sepolcrale attribuita ad Ashot il Grande, considerato una figura centrale nella storiografia georgiana. Basandosi sulle informazioni contenute nella Vita di Kartli (Kartlis Tskhovreba), i ricercatori hanno individuato sotto l’abside della chiesa una tomba ad arco lunga circa due metri e larga 1,8 metri. Sebbene al suo interno non siano stati rinvenuti resti umani o ossei, la scoperta rappresenta un passo fondamentale per gli studi sulla localizzazione della sepoltura del sovrano.
Secondo Arkeolojikhaber, una volta conclusi gli scavi, l’obiettivo sarà quello di trasformare la fortezza di Gevhernik non solo in un importante sito archeologico, ma anche in una nuova attrazione turistica e culturale della regione di Artvin.
















































