Manifestazioni in Georgia – Da circa di cento giorni, la Georgia è teatro di manifestazioni contro il governo e la sua decisione di allontanarsi dall’Unione Europea. Le proteste sono iniziate nell’autunno 2024, a seguito delle elezioni parlamentari e della legge sugli agenti stranieri, e sono state alimentate dalla sospensione dei negoziati con l’UE. Queste manifestazioni, le più partecipate nella storia del paese, sono cresciute anche all’estero, coinvolgendo le comunità georgiane.
I manifestanti, provenienti da ogni angolo della Georgia, hanno usato nuovi metodi di protesta, come i fuochi d’artificio e una catena umana, simile a quella dei Paesi Baltici durante la dissoluzione dell’URSS. Hanno partecipato anche diverse categorie, da ciclisti a malati oncologici, contro la deriva autoritaria e la repressione.
Il governo ha risposto con metodi duri, tra cui l’uso di idranti, arresti arbitrari e pestaggi. I manifestanti sono stati spesso aggrediti anche lontano dalle piazze, mentre le forze dell’ordine si sono avvalse di metodi illegali, come le perquisizioni in casa. Nonostante la violenza, le manifestazioni sono continuate, anche grazie all’autogestione tramite social media.
Diverse organizzazioni Internazionali hanno denunciato violenze su centinaia di arrestati, e diversi esponenti politici sono stati picchiati e che repressione è stata gestita tramite metodi violenti e intimidatori, cercando di fiaccare il morale dei manifestanti e ridurre il sostegno popolare.
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